Quali sono i migliori integratori per ridurre il colesterolo?

Diversi integratori possono contribuire ad abbassare i livelli di colesterolo, riducendo il rischio di malattie cardiache; la ricerca indica che alcuni integratori possono essere utili se utilizzati da soli o in combinazione con farmaci cosiddetti ipocolesterolemizzanti, cioè che riducono il colesterolo.

Perché sono importanti i livelli di colesterolo?

Sono importanti perché aiutano a conoscere il rischio di malattie cardiache: il colesterolo è un tipo di lipide, di grasso, che aiuta il corpo a svolgere molte funzioni importanti ed è anche l’inizio di molti percorsi metabolici, per esempio serve produrre alla fine anche il testosterone, che è l’ormone della virilità maschile.

Tuttavia una quantità eccessiva di colesterolo nel sangue è dannosa, può penetrare nella parete delle arterie danneggiando l’integrità e portare alla formazione di placche aterosclerotiche, che sono poi depositi che si induriscono di colesterolo e quindi hanno questo effetto.

Questo processo di accumulo di placche è chiamato aterosclerosi e può portare a problemi gravi, come la malattia coronarica, che blocca il flusso del sangue verso il cuore, la malattia delle arterie periferiche, che è il blocco del flusso del sangue alle gambe ed alle braccia, la malattia dell’arteria carotidea, che è il blocco del flusso sanguigno verso il cervello.

Il colesterolo viaggia nel sangue silenziosamente e si trasforma in placca altrettanto silenziosamente, quindi è possibile non avere alcun sintomo fino a quando non si ha un infarto o un ictus, a quel punto la placca diventa visibile perché è un effetto drammatico, purtroppo ha già causato gravi danni nel corpo.

Si può vivere per molti anni con il colesterolo alto e non accorgersene, ecco perché è essenziale controllare regolarmente i valori del colesterolo; se sono troppo alti e, questa condizione chiamata iperlipidemia, questo è un segnale d’allarme che va assolutamente preso in considerazione.

Molte persone hanno il colesterolo alto ed è un fattore appunto di rischio ma i valori del colesterolo non sono scritti nella pietra si possono cambiare: se il colesterolo alto viene individuato per tempo, si ha la possibilità di apportare modifiche, di raggiungere valori di colesterolo che siano buoni.

Non va messo a zero eh perché è importante serve per un sacco di cose non deve solo essere troppo.

I farmaci più usati per riportare il colesterolo a livelli normali sono le statine; alcune statine possono ridurre il colesterolo Ldl, lipoproteine a bassa densità o quelle cattive, del 50 per cento o più, i medici chiamano il colesterolo Ldl cattivo, perché si accumula all’interno delle arterie e quindi fa quell’effetto di bloccare il passaggio del sangue.

Le statine riducono anche i trigliceridi, aiutano il fegato a smaltire così il colesterolo e possono quindi aumentare il colesterolo Hdl, lipoproteina ad alta densità, quello buono.

Perché l’ Hdl è un colesterolo buono?

Perché porta il colesterolo al fegato che lo elimina dal corpo; sono disponibili diverse marche di statine e ci sono anche le forme generiche che costano meno.

Queste farmaci sono di solito delle capsule che vanno prese intere una volta al giorno, di solito con o senza il cibo è lo stesso e vanno assunti ogni giorno alla stessa ora.

Quelle che rimangono in circolo per poco funzionano meglio se prese la sera prima che il corpo inizia a produrre colesterolo durante la notte ed i farmaci statin che rimangono in circolo piùa lungo funzionano altrettanto bene se assunti in altri momenti della giornata.

Come fanno a funzionare le statine: si intromettono quando il fegato cerca di produrre colesterolo e praticamente è un po’ come un giocatore di pallacanestro che non lascia che un altro prenda la palla.

Le statine non permettono fegato di avere un enzima speciale che è chiamato Hmg-CoA reduttasi, di cui il fegato ha bisogno per creare il colesterolo.

Il corpo produce il 75 per cento del colesterolo, quindi aiutare a ridurlo può fare una grande differenza; il resto del colesterolo invece viene dall’alimentazione.

Cosa possiamo fare per quanto riguarda invece gli integratori per il colesterolo? .

C’ è una categoria che si chiama fitosteroli: i fitosteroli sono una categoria di steroli e stanoli vegetali che sono presenti naturalmente in alcuni alimenti; questi, chiaramente, vengono poi prodotti volendo sotto forma di compresse e quindi diventano integratori per ridurre il colesterolo.

Ci sono analisi recenti: una metanalisi del 2013 ha concluso che l’assunzione di una dose da 1 a 3 g di fitosteroli due o tre volte al giorno per 4-6 settimane, ha ridotto il colesterolo Ldl di 12 mg per decilitro.

Il “National Center for Complementary and Integrative Health Thrusted Source” ha concluso che i fitosteroli sono generalmente sicuri per la maggior parte delle persone sane, tuttavia gli effetti collaterali possono includere diarrea o grasso nelle feci.

Alti livelli di steroli vegetali nelle persone affette da sitosterolemia, possono essere collegate ad un aumento del rischio di aterosclerosi precoce, quindi anche qui è bene stare attenti e parlarne col medico.

Un altro integratore importante è il lievito di riso rosso, che è un prodotto medicinale tradizionale cinese; tipicamente i produttori fanno il lievito di riso rosso facendo fermentare i chicchi di riso cotti con una muffa speciale, che produce un composto attivo chiamato monacolina K.

La monacolina K inibisce un altro enzima, che aiuta a sintetizzare il colesterolo.

Una recensione del 2019 di Trusted Source, indica che il consumo giornaliero di monacolina K, contenuta nel lievito di riso rosso, riduce i livelli plasmatici di colesterolo Ldl tra il 15 ed il 25 per cento in 6-8 settimane; si riducono anche gli indicatori di colesterolo totale e di infiammazione con questo tipo di prodotto.

Si è anche visto che il consumo da 3 a 10 mg di monacolina al giorno ha rischi minimi rispetto alle statine; sembra che, per esempio, il lievito di riso rosso non provochi i dolori muscolari che alcune persone invece lamentano con le statine.

Bisogna anche stare attenti perché una altra ricerca ha visto che quattro degli 11 integratori di lievito di riso rosso presi in considerazione, potevano contenere citrinina, che è una tossina che secondo studi condotti su animali può causare danni genetici o insufficienza renale, quindi bisogna sempre stare attenti alla qualità degli integratori che si vanno ad assumere.

Un’altra categoria di sostanze sono i betaglucani: i betaglucani sono fibre che sono presenti in alcune piante come funghi, avena ed orzo.

Le ricerche hanno dimostrato che i betaglucani possono ridurre i livelli di colesterolo totale nel sangue ed anche del Ldl.

Sembra che possano essere perfino più efficaci delle statine, perché promuovono il riequilibrio dei livelli di colesterolo, rispetto al semplice blocco dell’enzima che produce il colesterolo stesso, come fanno le statine.

Un’altra importante sostanza sono i semi di lino: uno studio del 2017 ha rilevato che l’integrazione dei semi di lino, in persone con malattia arteriosa periferica, ha ridotto il colesterolo Ldl del 15 per cento in un mese e pare che il seme di lino abbia anche ulteriori capacità di abbassare il colesterolo se usato in combinazione con le statine.

Uno studio su uomini giapponesi ha indicato che 10 g di olio di semi di lino al giorno hanno ridotto il colesterolo Ldl del 25 per cento a 4 settimane.

I semi di lino si possono assumere come olio, semi macinati o capsule, però pure in questo caso è bene stare attenti, bisogna parlarne con un medico, per esempio non devono essere assunti durante la gravidanza, perché possono avere degli effetti ormonali e poi è importante essere ben idratati, bere molto quando si assumono i semi di lino, perché potrebbero causare costipazione o diarrea.

Un’altra importantissima sostanza sono gli acidi grassi, gli Omega-3: i medici misurano spesso i livelli di trigliceridi quando analizzano il colesterolo.

I trigliceridi sono il tipo di grasso più comune dell’organismo, che va ad immagazzinare l’energia in eccesso che il corpo non utilizza.

Un livello elevato di trigliceridi, noto anche come ipertrigliceridemia, è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, soprattutto in combinazione con basse quantità del colesterolo Hdl ed i livelli elevati di quello Ldl.

Secondo uno studio recente gli integratori di Omega-3 possono aiutare a gestire il rischio cardiovascolare in una persona; questi studi sembrano suggerire che gli acidi grassi Omega-3 riducono i trigliceridi oltre all’infiammazione.

Abbiamo già fatto un video sugli acidi grassi, sugli Omega-3, si possono assumere mangiando pesce grasso, tonno, salmone, cose di questo tipo, stando attenti che questi pesci, però, potrebbero anche essere inquinati da mercurio oppure si possono assumere degli integratori, integratori che sono ricavati dal fegato di pesce o ci sono anche forme vegetali che vengono dalle alghe.

Oppure ci sono di forme ancora migliori, che non hanno dentro la possibilità di avere il mercurio più di tanto, che derivano dal krill, quindi questo tipo di piccoli gamberetti che sono in sospensione nel mare, che mangiano anche le balene.

Gli integratori di olio di pesce però possono interagire con alcuni farmaci, come il Warfarin e quindi, come al solito, bisogna stare attenti e parlarne col medico.

Un’altra sostanza interessante è il Psillio: è una fonte di fibra solubile e può aiutare a ripulire il colesterolo dal sangue ed eliminarlo attraverso l’intestino.

In uno studio recente i partecipanti hanno assunto una media di 10 g al giorno di Psillio e sono stati in grado di ridurre il colesterolo totale dal 2 al 20 per cento e quello Ldl dal 6 al 24 per cento.

Le fibre vanno sempre prodotte però gradualmente, per evitare degli effetti collaterali come gonfiore o crampi.

Un’altra importante sostanza, di cui abbiamo fatto un video, è il tè verde: uno studio del 2020 ha visto che il tè verde ha abbassato il colesterolo Ldl e quello totale (nei partecipanti allo studio) che avevano un peso moderato o erano in sovrappeso.

Il tè verde abbiamo già visto nel video corrispondente, contiene dei composti attivi che sono chiamati Catechine: questi composti fanno un sacco di cose positive e possono contribuire anche a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

La cosa più importante fra queste è l’ Epigallocatechina: si trova in grande quantità negli integratori, per chi prende gli integratori, prende una pasticca di tè verde, che contiene, per esempio, l’Epigallocatechina di 10 tazze di tè verde.

Quindi, non basta bere tanto tè verde, si può fare ma è complicato e forse è meglio prendere la pasticca; un’altra cosa negativa di prendere tanto tè verde è che il tè verde contiene la teina, quindi soggetti sensibili a questa sostanza, devono fare attenzione perché chiaramente palpitazione.

In generale specialmente se si è preoccupati per i propri livelli di colesterolo, sarebbe bene consultare un medico e magari un dietologo, perché ci sono strategie alimentari, ci sono cambiamenti in stili di vita che potrebbero aiutare a gestire il colesterolo.

Addirittura si potrebbe risolvere perfino il problema, con un’ alimentazione per esempio di tipo chetogenico o altri tipi di alimentazione specifica.

Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.

Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, ad una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.

Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.

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