I nitriti ed i nitrati come nutrienti

Abbiamo parlato di nitriti e nitrati nell’ottica della produzione endogena di Ossido Nitrico tramite l’alimentazione, quindi si può fare integrazione di sostanze che producono Ossido Nitrico ed è quello che proponiamo nel Programma 150 Anni, ma si può anche agire sull’alimentazione tramite un percorso che passa dai nitriti e dai nitrati.

Ne abbiamo parlato estensivamente, abbiamo detto che non sono poi queste cose tossiche che si credeva fino a qualche tempo fa, perché vengono usati in modo diciamo scriteriato anche nella conservazione, specie degli insaccati dei salumi, però possono essere anche dei veri e propri nutrienti.

Un nutriente è definito come qualsiasi sostanza che appunto serva ad alimentare un organismo e nutrire significa fornire ciò che è necessario per la vita, la salute e la crescita.

Alcune categorie di nutrienti sono l’acqua, le proteine, i carboidrati, le vitamine, i minerali, gli amminoacidi, gli acidi grassi; esistono anche molti esempi specifici all’interno di ciascuna categoria, ciò che è chiaro tuttavia è che i nutrienti sono fondamentali per i sistemi fisiologici ed una corretta alimentazione può prevenire molte malattie.

Al contrario la carenza di nutrienti può causare malattie; abbiamo già parlato nei video precedenti del fatto che i nitriti ed i nitrati, quando consumati e somministrati nelle giuste concentrazioni ed anche nelle giuste condizioni, possono prevenire o mitigare molte malattie e, addirittura, migliorare le prestazioni fisiche e pertanto possono essere classificati come nutrienti.

La scienza di base e la ricerca epidemiologica hanno dimostrato che tutte le condizioni di carenza di nitriti e nitrati derivanti dalla dieta, possono promuovere o accelerare le malattie.

Al contrario molti studi dimostrano che una quantità sufficiente di nitriti e nitrati provenienti da fonti alimentari può prevenire o curare molte malattie e può anche migliorare la forma fisica.

Con il progredire delle informazioni scientifiche sull’Ossido Nitrico, è evidente da moltissimi studi clinici e di base, che i nitriti e nitrati, somministrati correttamente alle dosi appropriate, hanno un impatto molto importante su molte malattie che colpiscono oggi così tante persone.

È una cosa simile al metabolismo della vitamina K ed il nitrito è la forma vegetale primaria del nutriente, mentre il suo metabolita nitrito è la forma attiva e questa richiede innanzitutto l’attivazione metabolica.

Bisogna quindi parlare di quali sono i livelli terapeutici ottimali che possono essere anche raggiunti abbastanza facilmente con la dieta.

Nonostante l’uso storico dei nitriti e nitrati inorganici come agenti medicinali ed il fatto che questi anioni siano prodotti naturalmente nell’organismo dall’ossidazione dell’Ossido Nitrico, insieme alla recente dimostrazione del ruolo fisiologico di nitriti e nitrati nella funzione vascolare immunitaria, l’opinione generale che si tratti di sostanze nocive presenti nel cibo e nell’acqua, è un mito che è stato sfatato dagli studi più recenti.

I primi studi sul bilancio dell’azoto nell’uomo, hanno dimostrato che i nitriti e nitrati vengono sintetizzati de novo nell’intestino; sono state queste prime scoperte di Tanenbaum ed altri, a modificare significativamente la nostra concezione dell’esposizione umana a nitriti e nitrati alimentari.

Prima di questi studi si pensava che i livelli stazionari di nitriti e nitrati nell’uomo derivassero esclusivamente dalla dieta e dai batteri enterici azoto-fissatori.

In realtà c’è una cosa che la produzione endogena, cioè fatta dal nostro stesso corpo di Ossido Nitrico, è derivata dall’ossidazione di cinque elettroni della L-arginina da parte degli enzimi Ossido Nitrico sintasi e questo è un processo fisiologico fondamentale, che mantiene e regola la funzione cardiovascolare, come abbiamo visto, la funzione immunitaria e la neuro trasmissione.

Queste scoperte furono così profonde che il premio Nobel per la fisiologia e la medicina del 1998, fu assegnato a tre scienziati americani per la scoperta dell’Ossido Nitrico nel sistema cardiovascolare.

Una volta prodotto questo gas ha una vita di circa un secondo e viene rapidamente ossidato a nitrito e nitrato, oppure reagisce con gli aminoacidi delle proteine.

Si è dimostrato che circa il 50% dei livelli circolanti di nitrito plasmatico, riflette la produzione endogena di Ossido Nitrico e che i livelli dello stato stazionario di nitrito e nitrato plasmatici possono essere influenzati dalla dieta.

I pazienti con compromissione della produzione di Ossido Nitrico, che viene definita disfunzione endoteliale, presentano livelli ridotti di concentrazioni plasmatiche di nitrito e la disfunzione endoteliale è associata a diversi disturbi cardiovascolari.

Ulteriori studi hanno dimostrato che una produzione insufficiente di Ossido Nitrico non solo è associata a tutti i principali fattori di rischio cardiovascolare, come la iperlidemia, il diabete, l’ipertensione, il fumo ed è anche associato alla gravità dell’aterosclerosi, ma anche che ha un profondo valore predittivo per la futura progressione della malattia aterosclerotica.

Quindi i livelli di nitrito allo stato stazionario, che riflettono una produzione endogena di Ossido Nitrico, sono determinanti critici del rischio e della progressione delle malattie cardiovascolari.

I nitriti e nitrati sono stati utilizzati per secoli nella stagionatura e la conservazione di carni e pesce e anche nella produzione di certi formaggi.

Quando vengono aggiunti agli alimenti, in particolare le carni destinate alla stagionatura, i nitriti svolgono almeno tre funzioni: in primo luogo contribuiscono al sapore inibendo il rancidimento, in secondo luogo reagiscono con la mioglobina per formare il nitrosomioglobina, che conferisce il caratteristico colore rosa alla carne stagionata.

In terzo luogo inibiscono la crescita dei batteri che causano il deterioramento degli alimenti, in particolare il clostridium botulinum; questo batterio prospera in condizioni anaerobiche, cioè senza ossigeno e produce una neurotossina che è uno dei prodotti naturali più letali che siano conosciuti.

A questo proposito i nitriti sono fondamentali per l’industria alimentare per prevenire le malattie trasmesse dagli alimenti, causate dal clostridium botulinum.

Però, al di là di questo, le verdure contribuiscono per oltre l’85% all’assunzione giornaliera di nitrati e la sintesi endogena è un importante contributo all’esposizione complessiva umana ai nitrati stessi.

In una ricerca si è stimato che circa l’80% dei nitrati alimentari derivi dal consumo di verdure; pertanto la principale fonte di esposizione ai nitrati da parte degli esseri umani è il consumo, appunto, delle verdure.

Studi recenti hanno dimostrato che meno del 5% dei nitriti e dei nitrati che vengono ingeriti, deriva da fonti di carne stagionata, perché tutto il resto proviene da verdura e saliva.

L’argomentazione più convincente per definire il fabbisogno alimentare di nitriti e nitrati, deriva dalla nostra conoscenza della quantità di nitriti e nitrati, appunto, presenti nel latte materno e sono noti i benefici nutrizionali e immunologici per i neonati.

Studi pubblicati da tempo, rivelano la presenza di elevate concentrazioni di nitrici nitrate nel latte materno umano e questo in linea con diversi altri studi; il latte materno precoce post partum di alcune madri, conteneva la più alta concentrazione di nitriti tra tutti gli alimenti o bevande testati, addirittura 50 volte superiore a quella riscontrata nel succo di barbabietola.

Alla nascita il tratto gastrointestinale del neonato è sterile e viene rapidamente colonizzato da batteri provenienti dalla madre e dall’ambiente; ora sappiamo che la riduzione del nitrato e nitrito richiede i”batteri commensali”, si dice, che normalmente risiedono nel nostro corpo.

Tuttavia nei neonati questo percorso non si è ancora sviluppato, quindi il latte materno, che è ricco di nitriti rispetto ai nitrati, compensa la carenza naturale nei primi anni di vita.

Nelle fasi successive dello sviluppo poi, il nitrato diventa l’anione predominante, quando si instaura questa simbiosi con i batteri; questo diventa estremamente interessante in termini di esposizione al nitrito in base all’ingestione e al peso corporeo di un neonato.

Confrontando questi valori si inizia a notare una discrepanza dovuta all’ignoranza, in termini di regolamentazione, dell’esposizione a nitriti e nitrati; come per tutti i nutrienti essenziali o indispensabili, l’assunzione di nitrati in eccesso e l’esposizione a nitriti, possono essere associati ad un aumento del rischio di esiti negativi per la salute, in particolare bassa pressione sanguigna, ipotensione o meta emoglobinemia, che è la sindrome del bambino blu.

Il Food Nutrition Board della National Academy of Sciences, ha stabilito una serie di categorie di assunzioni dietetiche di riferimento per i nutrienti essenziali, al fine di definire chiaramente, dove è possibile, i contesti in cui l’assunzione è carente, sicura o potenzialmente eccessiva.

Queste categorie includono la dose dietetica raccomandata, l’assunzione adeguata, l’assunzione massima tollerabile e l’assunzione media stimata.

Il processo di definizione di questo tipo di livelli per i nutrienti, considera un’ampia gamma di fattori fisiologici, non ultimi lo stato nutrizionale e le potenziali tossicità.

Questa metodologia, inclusa la considerazione dei normali modelli di consumo alimentare di alimenti contenenti nitrati e nitriti, non sono state applicate nella definizione dei limiti di esposizione, nella valutazione dei potenziali benefici per la salute dei nitrati e dei nitriti alimentari.

Esistono intervalli per i livelli di assunzione che mettono le persone a rischio di inadeguatezza e livelli che aumentano a rischio di eccesso e tossicità.

Quindi, diciamo, a rischio di esposizione a livelli tossici con la dieta, c’è un rapporto del National Research Council “The health effects of nitrites and nitrates and nitrose compounds” che è del 1981 e stima l’assunzione di nitriti e nitrati, sulla base di tabelle di consumo alimentare.

L’assunzione media totale di nitriti e nitrati negli Stati Uniti era rispettivamente di circa 1 mg e 76 mg al giorno; le stime dell’assunzione media di nitriti e nitrati negli Stati Uniti ed in Europa variano a seconda dei ricercatori, ma sono abbastanza coerenti e comparabili.

Diciamo che queste stime internazionali dell’assunzione di nitrati attraverso gli alimenti sono comprese fra 31 e 185 mg al giorno in Europa e tra 40 e 100 mg al giorno negli Stati Uniti.

La biodisponibilità del nitrato alimentare è del 100% e l’assunzione di nitriti varia da 0 a 20 mg al giorno, diciamo un 0, 25 mg per kg di peso corporeo.

Si stima che l’assunzione di nitrati da fonti diverse dai vegetali, tra cui acqua potabile e salumi, sia in media compresa fra 35-44 mg a persona al giorno, per un essere umano di 60 kg.

Queste assunzioni medie però sono molto inferiori a quelle necessarie per ottenere benefici per la salute e 1000 volte inferiori a quelle che causerebbero tossicità.

Quindi si potrebbe dire che, di base, una raccomandazione abbastanza conservativa sarebbe di consumare 400 g di frutta e verdure diverse al giorno a concentrazioni medie di nitrati e, quindi, la concentrazione alimentare di nitrati sarebbe di circa 157 mg al giorno; se si ipotizza un peso medio della popolazione di 80 kg questo equivale a 1, 6 mg per kg di peso.

Diciamo che nella popolazione dell’Unione Europea, dove il consumo di frutta costituisce oltre la metà dell’assunzione raccomandata di 400 g, l’assunzione effettiva di nitrati si aggirerebbe tra 81 e 106 mg al giorno, senza considerare poi le perdite dovute al fatto che si sbuccia e così via.

Alla fine di tutte queste tabelle cosa succede?

Che i tipici modelli di consumo di frutta e verdura superano i limiti normativi per i nitrati alimentari e questo mette in discussione la logica alla base di queste normative su nitrati e nitriti.

Le basi fisiologiche per la regolazione del consumo umano di alimenti vegetali che contengono nitrati e nitriti dovrebbero essere, quindi, rivalutate perché andrebbero inclusi i potenziali benefici per la salute.

Tuttavia c’è un tipo di dieta chiamata “dash”, che sta per Dietary Approaches to Stop Hypertension, quindi approccio dietetico per fermare l’ipertensione che porta ad assumere più di 1000 mg di nitrato al giorno.

Questo va a contrastare con le normative, il problema è che le normative sono state fatte per evitare potenziali effetti tossicologici principalmente la meta emoglobinemia e, chiaramente, non tenevano in considerazione i potenziali benefici per la salute.

La concentrazione ammissibile di nitrati nell’acqua potabile è di 50 mg per litro nell’Unione Europea, addirittura di 44 mg per litro negli Stati Uniti.

Il problema è che, sommando tutto, si vanno a superare questi livelli massimi accettabili o meno a livello normativo, però ci sono delle prove indiscutibili che fanno vedere che la salute migliora, ci sono pure le possibilità di fare trattamenti di gravi condizioni mediche e questo chiaramente con quantità sono molto al di sotto di quelle tossiche.

Quindi c’è un intervallo sufficiente che dovrebbe andare a permettere di modificare un po’ le linee guida dietetiche.

Il fatto è che in questo momento storico il mondo si trova, specie il mondo occidentale, ad affrontare quasi delle epidemie di malattie cardiache, obesità e sindrome metabolica e non possiamo più ignorare i fondamentali benefici nutrizionali, biochimici fisiologici e clinici, dei nutrienti che sono presenti negli alimenti più sani e nutrienti, quindi nitriti e nitrati, anche.

Soprattutto perché l’eziologia, cioè come si formano queste malattie, si basa su una dieta ed un’alimentazione scorrette, come per qualsiasi farmaco o nutriente, è tempo di considerare l’analisi, rischi e benefici di nitriti e nitrati.

I benefici cardiovascolari sono evidenti, perché il rischio di disposizione di nitriti e nitrati sono evidenti, mentre il rischio che si sviluppino tumori a seguito dell’esposizione a nitriti e nitrati è stato visto nelle ultime ricerche piuttosto basso.

Comunque il problema principale per quanto riguarda lo sviluppare forme tumorali è il fatto che si formino le N-nitrosammine, queste potrebbero essere coinvolte in un meccanismo di sviluppo tumorale, quindi un maggiore consumo di verdure porterebbe ad una maggiore assunzione di nitriti e nitrati, senza assumere queste sostanze negative.

Oltretutto, come abbiamo visto specialmente col discorso dell’Ossido Nitrico che è coinvolto in tutto questo processo, si può abbassare la pressione sanguigna.

Abbassare la pressione sanguigna di soli 5 punti, riduce il rischio di ictus del 35% ed il rischio di cardiopatia ischemica dal 21% e queste sono le due principali cause di morte a livello mondiale.

Esistono ormai dei chiari ed indiscutibili effetti di riduzione della pressione sanguigna dati dai nitriti e nitrati alimentari, stabilendo linee guida dietetiche per i nitriti e nitrati si potrebbe prevenire circa il 35% dei decessi all’anno, quindi circa 6 milioni.

Chiaramente rimane questo discorso delle N-nitrosammine che potrebbero produrre il cancro; va sottolineato che i nitriti e nitrati non sono mai stati direttamente implicati nella carcinogenesi, la produzione quindi di cancro, ma solo attraverso la formazione di N-nitrosammine.

Questo, però, si può facilmente evitare con la vitamina C e altri antiossidanti, che inibiscono molto efficacemente le reazioni in nitrosazione.

Quindi, siccome gli antiossidanti sono la base dei trattamenti antiage di cui parliamo, su questo fronte si potrebbe essere tranquillamente coperti; basterebbe la vitamina C, ma poi più antiossidanti, ancora più potenti, noi li raccontiamo tutti i giorni.

Man mano che iniziamo a riconoscere sistemi di somministrazione sicuri ed efficaci per nitriti ed Ossido Nitrico, possiamo iniziare a sviluppare nuove tecnologie che porteranno sicuramente enormi benefici per la salute umana.

Quindi queste, che un tempo erano considerate molecole tossiche, nocive, presenti nella nostra alimentazione, vengono ora considerate un nutriente essenziale.

È una molecola prodotta dal nostro corpo per regolare diverse funzioni fisiologiche; in effetti i dati fisiologici emergenti sul nitrito sono sorprendentemente analoghi a quelli di una vitamina.

E’ stato già definito il nitrito una vitamina, è stato perfino definito vitamina N, ma forse potrebbe corrispondere alle caratteristiche di un minerale alimentare, un minerale per definizione è una sostanza inorganica, solida, di origine naturale e, dopotutto, solfati e fosfati sono minerali riconosciuti e nitrito e nitrato sono simili per struttura e composizione, tranne per il fatto che lo zolfo e il fosforo sono sostituiti rispettivamente dall’azoto con diversi stati di ossidazione.

Il modo in cui classifichiamo nitrito e nitrato potrebbe non essere importante in questa fase se non per riconoscerli definitivamente come nutrienti.

Ciò che dobbiamo evitare, che dovrebbe evitare la comunità scientifica e le aziende alimentari, è iniziare ad arricchire l’intera catena alimentare con nitriti e nitrati, come ad esempio ferro o folati, perché il pane e la barbabietola, è stato recentemente provato, si è scoperto che abbassa la pressione diastolica ed aumenta la vasodilatazione endotelio-indipendente.

Bisogna però stare attenti, devono essere disponibili tecnologie regolamentate e scientificamente valide per la fornitura di integratori terapeutici alimentari contenenti nitriti o nitrati.

La chimica di base di questi due anioni deve essere controllata per massimizzare i benefici, prevenendo al contempo qualsiasi reazione di nitrosazione indesiderata che causi la formazione di N-nitrosammine.

Bisognerebbe che nutrizionisti, fisiologi, medici, tossicologi e dietologi convergano e stabiliscano linee guida nutrizionali per i nitriti e nitrati che siano simili a quelle di altri nutrienti essenziali.

Le prove scientifiche ed i dati a supporto di tale iniziativa sono ora disponibili, l’enorme beneficio dei nitriti e dei nitrati alimentari in numerosi modelli di malattia sta diventando sempre più evidente.

Una semplice molecola onnipresente che ci è stato consigliato di evitare, potrebbe essere un nutriente indispensabile di cui molti sono carenti.

Tuttavia c’è la possibilità degli integratori, dei precursori dell’Ossido Nitrico, che ottengono effetti positivi dell’Ossido Nitrico, senza passare tramite l’alimentazione.

Quindi in attesa che vengano modificate le normative che rendono perfino tossico a livello legale somministrare una qualità sufficiente di queste molecole, possiamo rivolgerci agli integratori, non dimenticando comunque di consumare frutta e verdura e di seguire le indicazioni che abbiamo dato precedentemente, stare attenti ai collutori, quindi non disinfettare troppo la bocca e stare attenti agli inibitori della pompa protonica, che vanno ad inibire, poi, l’ulteriore funzionamento dello stomaco, che serve poi tutta la catena che sta dietro questo tipo di produzione e consumo.

Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.

Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.

Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.

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