Tutti sappiamo che il morbo di Parkinson è uno dei principali problemi, è uno dei principali anche “attori” per andare contro qualunque tipo di processo di antinvecchiamento.
Il degrado mentale deve essere contrastato e una delle cose principali che vanno curate, il Parkinson e l’Alzheimer, sono le cose principali che vanno a colpire le capacità mentali delle persone con l’età.
Parliamo oggi di una ricerca condotta dai ricercatori giapponesi per la cura del Parkinson e parliamo con l’occasione di medicina rigenerativa; si parla tanto di questo tipo di medicina, non è ancora disponibile per quasi nessuno, ma stanno cominciando ad emergere applicazioni pratiche molto significative.
La medicina rigenerativa, in pratica, è quella dove si va a rigenerare proprio delle parti del corpo umano danneggiate o che non funzionano più, per poter curare ogni tipo di malattia.
E’ estremamente promettente ed è quella su cui sta lavorando anche, per esempio, l’ Altos Labs in Silicon Valley, questa azienda di cui parliamo spesso, finanziata con 3 miliardi di dollari dal proprietario di Amazon, Jeff Bezos, e dove lavora Shin’ya Yamanaka, vincitore del premio Nobel per il fattore di ringiovanimento Yamanaka.
Perché sono importanti questi fattori?
Perché ormai si parla continuamente di quelle che sono chiamate “Induced Pluripotent Stem Cells” o iPSCs, cellule ips, quindi sono cellule staminali pluripotenti indotte.
Perché se ne parla tanto e perché sono importanti?
Sono i mattoni su cui possiamo costruire qualsiasi cosa a livello di organismo, quindi si parla di cellule staminali.
Cosa sono le staminali?
Sono le cellule presenti in quasi tutti i tessuti, sono cellule di riserva, che servono a generare nuove cellule che vanno a rimpiazzare quelle che, inevitabilmente, vanno perdute o perché sono giunte a fine del ciclo di vita, o perché sono colpite da malattie o perché si perdono per tanti altri motivi.
Le cellule staminali sono presenti in una certa quantità e per esempio con trattamenti da parte di senolitici, che sono sostanze che vanno a rimuovere, stimolare, la rimozione di cellule senescenti, cioè cellule giunte a fine vita ma che non si tolgono di torno, essenzialmente, quindi stanno lì e contribuiscono all’invecchiamento dei tessuti.
Ecco i senolitici, per esempio, vanno a rimuovere queste cellule e devono essere rimpiazzati i vuoti in organico da cellule che vengono prese da quelle staminali.
Le cellule staminali sono presenti in tutti i tessuti, di solito sono già diventate essenzialmente quelle di quel tessuto lì, quindi nel polmone quelle del polmone e, per esempio, nel cuore quelle nel cuore.
Le cellule staminali pluripotenti sono cellule staminali tipiche dei feti, quando si sviluppa un organismo nelle sue prime fasi, sono pluripotenti, perché sono in grado di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula dell’organismo.
Quindi le cellule staminali pluripotenti indotte sono cellule staminali che non sono prelevate da un organismo, ma sono cellule somatiche, vengono dette, cioè definitive dell’organismo, della pelle per dirne una e, opportunamente stimolate per esempio con i fattori Yamanaka, vengono indotte a tornare indietro nel tempo essenzialmente e tornare ad essere cellule staminali pluripotenti, quindi tornare ad essere quelle che erano all’epoca del concepimento, quelle del feto.
Questo tipo di procedimento è estremamente promettente, infatti queste linee di produzione cellulari sono ormai presenti nei laboratori di quasi tutto il mondo: perché?
Perché avere cellule staminali indotte pluripotenti ci permette di avere dei mattoncini che possiamo plasmare come vogliamo, è come se avessimo la macchina per stampare i mattoncini lego, abbiamo un mattoncino lego magico che può diventare qualunque altro mattoncino dell’organismo e questo ci permette di fare un sacco di ricerche estremamente interessanti, andare a rimpiazzare cose che non funzionano più, quindi far diventare un mattoncino lego quello che ci serve, quindi lo stampo per far diventare il mattoncino di un trenino, di una casa, di un tetto, di una ruota e così via.
Nel caso di questa ricerca interessante svolta in Giappone, questo è stato fatto per curare il Parkinson: quindi che succede?
Gli scienziati hanno fatto qualcosa di molto importante, hanno impiantato in pazienti che avevano il Parkinson, delle cellule di questo tipo che sono state fatte crescere in laboratorio a partire da un donatore e sono state poi trasformate nelle cellule specifiche del cervello che servono.
Queste cellule sono quelle chiamate “produttori di dopamina”, sono cellule specifiche che producono questa sostanza importantissima, la dopamina, che è quella che poi crea dei problemi nel cervello dei malati di Parkinson, quella che impedisce poi i movimenti fluidi.
Le cellule che fanno la dopamina sono quelle che vengono a mancare nella malattia di Parkinson; ci sono dei risultati da questo tipo di test sperimentale che mostrano delle possibilità veramente eccitanti e quindi questo dà una nuova possibilità, una nuova speranza a milioni di persone che sono affette ogni anno da questo tipo di malattia.
I pazienti che hanno ricevuto questo trapianto, quindi essenzialmente queste cellule specifiche sono state poi trapiantate nel loro cervello, da tutti e due i lobi del cervello, hanno mostrato miglioramenti notevoli nelle funzioni motorie e scansioni cerebrali hanno confermato che queste cellule stanno producendo la dopamina, che è appunto questo componente chimico fondamentale per il controllo dei movimenti.
Quindi questa è un’altra indicazione che la terapia rigenerativa può trattare non solo i sintomi, come si è visto in molti esperimenti, ma può proprio ridare al cervello la sua funzionalità di base.
Quindi ci sono ancora altre ricerche in corso, se continuano ad andare così bene, spero che vada proprio così, questo approccio potrebbe completamente cambiare il futuro del trattamento del Parkinson e può anche ridefinire cosa è possibile con la neurologia in generale, il trattamento di qualunque tipo di malattia mentale.
Perché, non è soltanto una cosa importante per la ricerca sul Parkinson, ma è un’indicazione di quello che in futuro si potrà fare con quella che è chiamata “medicina personalizzata rigenerativa” quindi la persona è una medicina, che permette di rigenerare quello che serve in modo personalizzato per ciascun paziente.
Ovviamente non è un qualcosa di ancora disponibile per il pubblico generale ma ci sono molte ricerche in corso e, come sempre, questo tipo di applicazioni potrebbe poi rapidamente trasformarsi in applicazione clinica e quindi poter consentire finalmente di curare malattie che sono state fino ad oggi abbastanza essenziali e sulle quali non c’era molto da fare.
Quindi questo poi si espande ad altri ambiti della medicina rigenerativa ma soprattutto vediamo questi fattori di rigenerazione cellulare, questi fattori che sono partiti da questa ricerca del professor Yamanaka e che vengono applicati in applicazioni pratiche odierne, mentre vengono ricercati per un ringiovanimento complessivo di tutto l’organismo.
Un’idea di quello che si potrà fare con i fattori Yamanaka per il ringiovanimento totale dell’organismo, è quello di estrarre dall’organismo le cellule somatiche, esporre questo tipo di fattori di ringiovanimento, generare quindi queste cellule staminali indotte e poi rifonderle nell’organismo in modo che vadano poi automaticamente a migrare nei vari siti dove servono.
Poi, chiaramente, con un trattamento senolitico piuttosto aggressivo, fare in modo che queste staminali vadano a rimpiazzare tutti i buchi che si creano dalla distruzione delle cellule umane invecchiate.
Ovviamente per fare questo è necessario che si parta dalla cellula specifica di ciascuno, si faccia il ringiovanimento in laboratorio, si faccia poi l’induzione.
Questo è il procedimento che si sta testando, essenzialmente, per il ringiovanimento complessivo dell’organismo e sta andando piuttosto bene; ovviamente ci vorranno ancora 10-15 anni per avere applicazioni definitive, però è una speranza molto concreta per un futuro, tutto sommato, piuttosto prossimo.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, ad una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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