Vivere fino a 150 anni: l’Alfa-chetoglutarato

L’alfa-chetoglutarato in termini di funzione antiossidativa mostra un ruolo cruciale in molteplici malattie coinvolte nell’invecchiamento, nel cancro, nelle malattie cardiovascolari ed in quelle neurologiche.

L’Alfa-chetoglutarato è un integratore molto diffuso tra i bodybuilder che cercano nuovi modi per aumentare la massa, ma questa sostanza ha una pletora di capacità che vanno oltre la semplice produzione muscolare.

L’industria animale lo utilizza per migliorare non solo la crescita e le prestazioni degli animali, ma anche per aumentare l’immunità e lo sviluppo osseo.

Inoltre, alcuni ospedali lo utilizzano per migliorare il recupero dei pazienti dopo traumi fisici ed interventi chirurgici.

Solo di recente, tuttavia, l’alfa-chetoglutarato ha iniziato ad essere apprezzato per il suo potenziale ruolo nel migliorare la salute generale e nel promuovere la longevità.

Per capire perché l’Alfa-chetoglutarato è così utile, dobbiamo partire dal livello più elementare: esaminando il panorama cellulare, si nota subito che l’Alfa-chetoglutarato è una molecola molto attiva.

E’ una parte essenziale del ciclo di Krebs, un percorso molto intricato nei mitocondri; fornisce i mattoni per le proteine, partecipa al controllo enzimatico di importanti meccanismi epigenetici.

L’Alfa-chetoglutarato assume diversi nomi, a seconda della nomenclatura scientifica: fra questi ci sono l’acido 2-chetoglutarico, o il 2 ossoglutammato, in realtà questo è importante se si ha voglia di consultare l’elenco degli ingredienti sul retro dei flaconi degli integratori.

Per quanto riguarda il nostro “focus”, cioè quello della longevità, l’Alfa-chetoglutarato, ha dimostrato di allungare la vita di mosche, vermi e topi.

Oltretutto i topi hanno avuto un incremento nei muscoli e nella libido.

Ci sono una serie di effetti, per esempio un effetto benefico è sulla produzione del collagene: come si è scoperto, l’Alfa-chetoglutarato è coinvolto nella produzione del collagene, attraverso diversi meccanismi.

E’ un cofattore di un enzima molto importante, situato nel reticolo endoplasmatico, catalizza la formazione di sostanze fondamentali per la formazione della triplica elica del collagene.

L’Alfa-chetoglutarato contribuisce al pool di residui di prolina attraverso il glutammato; circa il 25 per cento dell’Alfa-chetoglutarato alimentare viene convertito in prolina negli enterociti, poiché la prolina è un substrato primario per la sintesi del collagene, questo aspetto è fondamentale.

Questi risultati sono stati confermati in studi su cellule umane dove l’Alfa-chetoglutarato ha stimolato la sintesi di procollagene.

Un altro effetto positivo dell’Alfa-chetoglutarato è la demetilazione epigenetica nelle cellule adipose, cioè quelle del grasso: ricordiamo che il tessuto adiposo bianco è utilizzato principalmente per immagazzinare energia, mentre quello bruno è utilizzato per la termogenesi, la produzione quindi di calore.

In particolare il grasso bruno aumenta il dispendio energetico, dissipando l’energia chimica sotto forma di calore, attraverso il disaccoppiamento della catena di trasporto degli elettroni.

Quindi, in pratica, il grasso bruno converte le calorie in calore e può ridurre l’obesità; un tempo si pensava che il grasso bruno scomparisse prima dell’età adulta, ma in realtà la capacità di adipogenesi bruna o beige, diminuisce durante il processo di invecchiamento.

Inoltre, il grasso bruno, si converte in grasso bianco con l’avanzare dell’età fortunatamente oggi sappiamo che il grasso bruno non scompare del tutto e sappiamo come manipolarne l’esistenza.

L’Alfa-chetoglutarato è un fattore limitante per la demetilazione di uno specifico gene, promuovendo lo sviluppo del tessuto adiposo bruno.

A livello pratico, quando la formazione di grasso bruno indotta dal freddo è stata ostacolata da una dieta ad alto contenuto di grassi, in topi di mezza età, l’Alfa-chetoglutarato ha salvato la situazione.

Di conseguenza questi topi hanno guadagnato grasso bruno e sono diventati, quindi, meno obesi.

Quindi, l’Alfa-chetoglutarato rende il corpo più caldo ed anche più magro; ci sono persone che prendono questo integratore e, nel giro di poche settimane, senza neanche fare tante variazioni, si sentono più calde del normale e anche dimagriscono.

Per quanto riguarda un altro effetto, si ha sul tratto gastrointestinale: l’intestino è più complesso di quanto la maggior parte delle persone immagini, contribuisce all’equilibrio della salute attraverso un’intricata interazione tra i nutrienti, il microbiota, cioè i vari batteri che sono presenti nell’intestino e l’epitelio intestinale ospite, quindi la parete superficiale interna dei tubi, diciamo così.

L’Alfa-chetoglutarato è molto attivo nelle cellule delle pareti intestinali: è una fonte di energia e fornisce aminoacidi.

In seguito all’integrazione di Alfa-chetoglutarato negli studi su animali, la composizione cellulare della parete intestinale migliora, aumentando il rapporto tra altezza dei villi intestinali e profondità della cripta, cioè dello spazio che c’è fra uno e l’altro, con conseguente aumento della capacità di assorbimento.

In particolare promuove l’espressione ileale delle defensine dei mammiferi della sottofamiglia Alfa: le defensine Alfa sono peptidi antimicrobici espressi dalle cellule del calice ed hanno un ruolo importante nella difesa della mucosa, quindi evitano che i batteri che ingeriamo poi vadano a proliferare, vadano anche diffondersi magari nel corpo.

Esistono inoltre prove preliminari che l’Alfa-chetoglutarato abbia potenti effetti inibitori sulla via infiammatoria NFK 3 nell’intestino.

L’Alfa-chetoglutarato influenza la composizione microbica intestinale migliorando il rapporto fra diverse tipologie di batteri, di questa popolazione che abbiamo nell’intestino.

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E’ anche emerso che gli integratori di Alfa-chetoglutarato possano aumentare significativamente i livelli circolanti di insulina, l’ormone della crescita e del fattore di crescita insulino simile 1, che si pensa sia un risultato diretto dell’aumento dei livelli di glutammina e glutammato.

Questi aminoacidi possono essere trasformati in Ornitina e poi in Arginina, che stimolano la secrezione dell’ormone della crescita e del fattore di crescita insulino simile 3.

Come nota di colore, l’Alfa- chetoglutarato è considerato un antidoto naturale per l’avvelenamento da cianuro: quindi, dovesse capitare, tenere sempre una pasticca di Alfa-chetoglutarato vicino.

Questo perché?

Perché l’Alfa-chetoglutarato si lega al cianuro, che è l’acido cianidrico e produce cianoidrina, prevenendo ulteriormente l’avvelenamento da cianuro e la sua letalità.

Per quanto riguarda l’invecchiamento, la longevità l’Alfa-chetoglutarato allunga effettivamente la vita, nelle mosche, nei vermi e nei topi; nelle mosche, l’Alfa-chetoglutarato ha aumentato la durata media e massima della vita dell’ 8 per cento e del 15 per cento, nei vermi l’Alfa-chetoglutarato ha prolungato la durata della vita di circa il 50 per cento.

Ha anche dimostrato di avere effetti sui sintomi dell’età, come il declino dei movimenti rapidi e coordinati del corpo.

Negli esperimenti su topi si è dimostrato che l’integrazione alimentare tardiva, cioè in tarda età con Alfa-chetoglutarato di calcio, ha determinato un aumento della sopravvivenza ed una riduzione della fragilità.

Si è anche dimostrato una riduzione delle citochine infiammatorie sistemiche.

Sappiamo che i livelli nell’organismo dell’Alfa-chetoglutarato diminuiscono con l’età e, come abbiamo visto, gli effetti diretti di questa carenza possono essere di vasta portata in termini di salute e benessere generale.

Quindi, ci si chiede se l’integrazione orale sia effettivamente utile e la risposta sembra essere affermativa: sappiamo che gran parte dell’Alfa-chetoglutarato integrato viene utilizzato dagli enterociti quando viene assorbito; tuttavia, una quantità apprezzabile è disponibile per l’uso da parte dei tessuti extraintestinali, perché circa il 20 per cento dell’Alfa-chetoglutarato alimentare compare nel flusso sanguigno.

Tuttavia viene eliminato molto rapidamente ed ha, quindi, un emivita inferiore ai 5 minuti.

Si potrebbe pensare:”ma perché non assumere semplicemente glutammina o glutammato, visto che sono comunque correlati e sono anche, magari, intercambiabili, in un certo senso”.

Questo non funziona, perché la glutammina non è stabile nelle soluzioni acquose e funziona solo in forma endovenosa; il glutamato non viene utilizzato di routine, a causa della sua relativa neurotossicità e della sua scarsa permeabilità attraverso le membrane cellulari.

Troviamo diverse forme di Alfa-chetoglutarato: c’è quello puro, oppure c’è quello complessato, con componenti accessori, le opzioni più popolari sono ornitina, arginina, sodio e calcio.

Quale è meglio prendere?

La scelta dipende dagli obiettivi personali: per esempio l’ornitina Alfa-chetoglutarato, è composta da due molecole di ornitina ed una di Alfa glutarato; si ritiene che questa combinazione sia più efficiente dell’Alfa-chetoglutarato e dell’ornitina da soli, nel ripristinare il contenuto di glutamina nei muscoli.

L’arginina Alfa-chetoglutarato, invece, fornisce arginina oltre all’Alfa-chetoglutarato stesso; l’arginina è un aminoacido essenziale, il che significa, in condizioni normali, che la sintesi endogena da parte del corpo è sufficiente, ma è anche il substrato, come abbiamo visto, dell’ossido nitrico che contribuisce al rilassamento all’apertura dei vasi sanguigni.

Di conseguenza l’aminoacido può ridurre la pressione sanguigna e poi l’arginina è noto sia un inibitore degli Age, dell’Advanced Glycation End-products (abbiamo visto essere cose molto negative).

Per quanto riguarda l’alterazione del DNA, l’Alfa-chetoglutarato non è un modificatore epigenetico diretto, ma è un partecipante indiretto: contribuisce a controllare alcuni enzimi che possono poi influenzare direttamente le modifiche epigenetiche della cromatina.

Per quanto riguarda, invece, l’epigenetica degli istoni, questi rocchetti su cui il DNA è avvolto l’Alfa-chetoglutarato è un substrato necessario e consente la demetilasi della lisina.

Una funzione chiave di questi enzimi è quella di catalizzare la rimozione dei gruppi metilici degli istoni e di attivare l’espressione di importanti geni dello sviluppo durante il differenziamento delle cellule staminali.

Quindi questa capacità di catalizzare la demetilazione del DNA e degli istoni, è fondamentale per le cellule staminali e progenitrici: queste cellule contengono quantità minime di Alfa-chetoglutarato, ma hanno un’elevata richiesta di catalizzare la demetilazione del DNA ed altre reazioni.

L’Alfa-chetoglutarato diventa quindi un fattore limitante per la differenziazione delle cellule staminali e progenitrici, che abbiamo visto essere estremamente importanti perché producono un nuovo tessuto, specie quando rimuoviamo quello vecchio con dei senolitici, che rimuovono le cellule senescenti.

Quando gli animali invecchiano e le scorte si riducono, anche la capacità delle cellule staminali e progenitrici comincia a venire meno, quindi l’Alfa-chetoglutarato è fondamentale per la differenziazione cellulare e per la omeostasi tissutale, cioè il mantenimento della struttura dei tessuti, essenzialmente.

Il suo livello diminuisce durante l’invecchiamento, quindi l’integrazione alimentare aumenta il livello intracellulare di questa sostanza e può ringiovanire la funzione delle cellule staminali e progenitrici durante l’invecchiamento, mantenendo quindi la salute del tessuto.

E’ importante anche per i mitocondri: i mitocondri, abbiamo visto, sono questi organelli sono le centrali energetiche dell’organismo ed hanno all’interno una cosa che è chiamata “catena di trasporto elettronico”.

Oltre a questo, dentro i mitocondri, c’è un percorso metabolico molto importante chiamato il ciclo di Krebs o ciclo TCA, dell’acido tricarbossilico; questo processo enzimatico è un percorso ciclico di otto reazioni.

In questo percorso l’Alfa-chetoglutarato si colloca in punti fondamentali ed è considerato uno degli elementi chiave; quindi l’Alfa-chetoglutarato risulta essenziale per la produzione di energia all’interno dei mitocondri.

Parlando di antiossidanti, che sono funzioni fondamentali per l’antiage, anche l’Alfa-chetoglutarato ha una sua funzionalità: innanzitutto è un antiossidante in sé e per sé ed in secondo luogo potenzia gli enzimi antiossidanti che già esistono, in particolare la superossido dismutasi e gli agenti non enzimatici che riducono lo stress ossidativo.

Infine, l’Alfa-chetoglutarato aumenta i livelli intracellulari di glutammato, che è un precursore del Glutatione.

Inoltre una cosa importante che fa l’Alfa-chetoglutarato è di attivare l’Amp Kinasi, che abbiamo visto essere una cosa molto importante e che normalmente richiede delle azioni piuttosto pesanti per essere attivata ulteriormente.

Si è scoperto che ciò corrisponde appunto ad un’inibizione di mTOR in alcuni modelli; in diverse colture cellulari e studi sui muscoli animali, si è visto che l’Alfa-chetoglutarato attiva una un percorso metabolico particolare che è, appunto, quello di bilanciamento dell’Amp kinasi mTOR e nel processo fa crescere il muscolo.

Tuttavia si tratta di studi complessi e potrebbe darsi che l’Alfa-chetoglutarato non abbia un effetto ben definito sul percorso metabolico che coinvolge l’ mTOR; potrebbe essere specifico per ogni singola cellula o per tessuto e quindi richiede ulteriori studi.

Per quanto riguarda il sistema immunitario, l’Alfa-chetoglutarato produce effetti positivi attraverso la produzione di glutammina, quindi viene prima convertito in glutammato, che può poi essere modificato per diventare glutammina.

La glutammina è una molecola a cinque atomi di carbonio, si differenzia da glutammato perché anch’esso ha 5 atomi di carbonio, per la presenza di un gruppo azoto in più.

La glutammina è essenziale durante gli stati catabolici e lo stress cellulare, per questo alcuni la considerano quasi essenziale.

Un adulto sano contiene oltre 80 g di glutamina libera, di cui oltre il 98 per cento all’interno delle cellule muscolari scheletriche.

La glutammina svolge molte funzioni all’interno e all esterno dell’organismo, è un precursore di numerosi percorsi metabolici e funge da molecola di segnalazione molto importante.

La glutammina stimola funzioni come la sintesi proteica, la crescita cellulare, la differenziazione ed inibisce processi catabolici come la degradazione delle proteine ed anche l’apoptosi.

La glutammina viene anche convertita in glutammato che serve come substrato per la gluconeogenesi epatica, cioè la creazione di nuovo zucchero, quando serve; lo zucchero, sappiamo, è una delle principali fonti di carburante per le cellule intestinali e per le cellule del sistema immunitario.

Il glutammato che rimane è un precursore di sostanze essenziali come il Glutatione, la Prolina, l’Ornitina e l’Arginina.

Nel sistema nervoso centrale, il glutammato è il principale neurotrasmettitore eccitatorio; come abbiamo visto il glutammato viene utilizzato anche per sintetizzare altre sostanze molto particolari come il GABA, che è il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello.

Quindi è chiaro che la glutammina ed il glutammato hanno effetti di grande portata sull’organismo, tutti legati all’Alfa-chetoglutarato.

L’Alfa- chetoglutarato quindi è un nutriente fondamentale per il sistema immunitario, soprattutto perché fornisce la glutammina necessaria a molti tipi di globuli bianchi.

La glutammina modula la funzione dei monociti e dei neutrofili aumentando la fagocitosi, cioè il fatto che questi globuli bianchi vadano ad ingoiare, mangiare, le cose negative dell’organismo e le specie reattive dell’ossigeno all’interno di queste cellule, le rende quindi più capaci di distruggere gli agenti patogeni.

Inoltre i linfociti utilizzano la glutammina sia come fonte di energia sia come elemento costitutivo per la produzione di Glutatione.

Durante gli stati infiammatori gravi, i livelli di glutammina si impoveriscono a dimostrazione del ruolo cruciale che svolgono in condizioni di stress.

Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione dei livelli di glutammina, deprime il sistema immunitario, mentre l’integrazione di glutammina migliora la funzione immunitaria.

Pertanto l’Alfa-chetoglutarato, come fonte di glutammina, ha proprietà di potenziamento del sistema immunitario ed aumenta il numero di cellule immunitarie, incrementa l’attività dei neutrofili, la fagocitosi e riduce la traslocazione dei batteri nell’intestino.

Inoltre sotto forma di ornitina, l’Alfa-chetoglutarato ha dimostrato di contrastare parzialmente l’involuzione della ghiandola del timo e questo è un altro indicatore fondamentale che c’è in molti meccanismi, per determinare l’età biologica di una persona.

Ci sono prove importanti che l’Alfa-chetoglutarato ed i suoi derivati influenzino positivamente l’osso; gli scienziati hanno confermato la presenza di recettori per il glutammato sugli osteoblasti e sugli osteoclasti, che sono quelle sostanze che distruggono e creano un nuovo osso.

Inoltre è dimostrato che l’Alfa-chetoglutarato alimentare, contrasta la perdita ossea nei ratti; in molte ricerche si è dimostrato che i trattamenti con Alfa- chetoglutarato aumentino significativamente il contenuto minerale osseo e lo spessore medio relativo delle pareti, la resistenza elastica massima e quella complessiva delle ossa stesse.

In uno studio condotto su donne in menopausa, l’Alfa-chetoglutarato per 24 settimane ha inibito il riassorbimento osseo e ridotto gli effetti dell’osteopenia, soprattutto nella colonna vertebrale lombare.

I ricercatori hanno concluso che l’Alfa-chetoglutarato non solo può ridurre ed inibire il riassorbimento osseo, ma può anche indurre la ricostruzione del tessuto stesso.

Per quanto riguarda i muscoli, i culturisti lo sanno, l’Alfa-chetoglutarato aiuta a costruire i muscoli ed a prevenirne la disgregazione.

Quanto se ne deve assumere? dipende dall’obiettivo: l’intervallo di assunzione è compreso tra 300 e 1000 mg al giorno, anche se i culturisti tendono a prendere anche di più, fino a 9 g al giorno.

Per la longevità dovrebbero essere sufficienti da 500 a 1000 mg al giorno.

Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.

Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.

Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.

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