Altos Labs ha aperto centri di ricerca anche in Europa

Altos Labs, abbiamo visto, è questo laboratorio di ricerca finanziato con 3 miliardi di dollari, dove c’è dentro Jeff Bezos, proprietario di Amazon, l’uomo più ricco del mondo, che impiega anche Shin’ya Yamanaka, questo ricercatore che nel 2015 ha vinto il premio Nobel per i fattori di ringiovanimento che si chiamano, appunto, fattore Yamanaka, da allora.

Questa storia, però, parte da un pò più lontano: parte nell’estate del 2019 e in quell’epoca Diljeet Gill, stava ricontrollando i dati del suo ultimo esperimento, stava studiando cosa succede quando le vecchie cellule della pelle umana vengono riprogrammate.

Questo è un processo che viene utilizzato nei laboratori di tutto il mondo per trasformare cellule adulte, somatiche, definitive, quelle del cuore, cervello, polmoni e così via, in cellule staminali, che sono, quindi, cellule in grado poi di produrre praticamente tutti i tessuti.

Gill era un dottorando presso il Babraham Institute, vicino a Cambridge ed aveva interrotto il processo di riprogrammazione a metà strada, per vedere come rispondevano le cellule; sicuro delle sue scoperte, le ha poi portate al suo supervisore, Wolf Reik, un’autorità nel campo dell’epigenetica.

Il risultato del lavoro di Gill è stato notevole, perché la pelle invecchiata era diventata più giovane e non di poco; i test hanno dimostrato che le cellule si comportavano come se avessero 25 anni in meno e questo è stato un vero momento importante.

Da allora sono successe molte cose: l’estate scorsa Reik si è dimesso da direttore del Babraham Institute per dirigere un nuovo istituto britannico costituito da Altos Labs che, come abbiamo visto, è una delle startup più finanziate della storia, praticamente.

Altos ha ingaggiato team di alto livello, tra cui Gill e numerosi premi Nobel, c’è anche Shin’ya Yamanaka ed in questo nuovo laboratorio inizieranno a lavorare prossimamente, quindi ci sono due laboratori negli Stati Uniti ed uno nel Regno Unito.

C’è un contributo sostanziale da parte, appunto, del Giappone, perché Shin’ya Yamanaka è giapponese; l’obiettivo di tutti questi laboratori è quello di ringiovanire le cellule umane, non con l’obiettivo dell’immortalità, che viene raccontato in questo modo un pò romanzato da varie fonti, ma per scongiurare le malattie della vecchiaia, che ci portano poi effettivamente alla morte e di far poi ringiovanire l’intero organismo.

La professoressa Dame Linda Partridge, dell’Institute of Healthy Ageing dell’ University College di Londra, dice: “credo che Altos accelererà enormemente il processo di scoperta di risultati, abbiamo bisogno di vedere alcune storie di successo clinico”.

Anche la professoressa Janet Lord, direttore dell’Istituto per l’Infiammazione e l’invecchiamento dell’Università di Birmingham, è entusiasta: “non si tratta di sviluppare il primo essere umano di 1000 anni, ma di garantire che la vecchiaia sia goduta e non sopportata; chiaramente chi vorrebbe allungare la durata della vita, se questo poi significa stare per decine di anni in cattiva salute, quindi bisogna aumentare la durata della salute, oltre che quella della vita”.

Non è la prima volta che i miliardari della Silicon Valley si dedicano al problema dell’invecchiamento: nel 2013 Google ha lanciato Calico, che era la California Life Company ed ha assunto persone di alto profilo ed alla fine con un miliardo di dollari da spendere questa azienda, un pochino segreta, ha iniziato a studiare i topi, che hanno una vita media di 6 anni ed i ratti talpa nudi, che invece una durata di vita di 30 anni e sembra che questi topi, molto brutti, abbiano scambiato l’aspetto esteriore con la longevità.

Questa azienda mira a mappare il processo di invecchiamento ed a prolungare la durata della vita in buona salute, ma non ha ancora realizzato alcun prodotto, anzi, buona parte delle ricerche sono abbastanza segrete; quindi Calico è una cosa un pò nascosta.

Questo non ha comunque smorzato le aspettative della Silicon Valley; in un microcosmo plasmato del big tech, l’invecchiamento viene inquadrato come un codice da hackerare, mentre la morte è solo un problema da risolvere.

Peter Thiel, che è un cofondatore di Paypal ed dell’analista di big data Palantir, ha investito milioni di euro nella ricerca dell’antinvecchiamento, in particolare nella Methuselah Foundation, che è un’organizzazione senza scopo di lucro che mira a rendere i 90 anni i nuovi 50 entro il 2030.

Man mano che calcolatori molto potenti vengono applicati alla biologia, Thiel ha affermato che sarà possibile invertire tutti i disturbi umani nello stesso modo in cui possiamo correggere i bug di un programma, alla fine la morte sarà ridotta da un mistero ad un problema risolvibile.

La morte non è solo vecchiaia, naturalmente: dal momento in cui è sorto l’homo sapiens, siamo sempre stati abbattuti da atti di violenza, incidenti, fame, malattie, per risolvere il problema della morte ci vorrebbe molto di più che porre fine all’invecchiamento.

Partridge ritiene che frasi come “risolvere l’invecchiamento” o “risolvere la morte” siano sbagliate, oltre ad essere sciocche, al momento sollevano ogni tipo di problema sociale; un aumento sostanziale dell’aspettativa di vita, causato dall’intervento umano, avrebbe ripercussioni enormi sulla società.

Viviamo già sempre più a lungo, le persone soffrono disabilità e perdita di qualità della vita a causa dell’invecchiamento, è a questo che dobbiamo cercare di porre rimedio nell’immediato.

Thiel spera di vivere oltre i 100 anni, fino ai 150, è uno dei più avventurosi sostenitori delle terapie antiage, per l’antinvecchiamento.

Una di queste ha attirato la sua attenzione, anche se non è chiaro se l’abbia mai provata: si tratta del trasferimento di sangue di giovani.

Questo è partito da esperimenti in cui si è visto che topi anziani venivano parzialmente ringiovaniti quando condividevano il sangue di un animale giovane.

Si sta ancora cercando di stabilire quali componenti del sangue esattamente siano all base di questo effetto, con l’obiettivo di rallentare la demenza ed altre malattie legate all’età.

Ci sono diverse aziende negli Stati Uniti che offrono trasfusioni di sangue giovane per migliaia di dollari e, recentemente, nella conferenza Rad Fest a Los Angeles, c’è stata una ricercatrice di Houston, che intervisteremo, che ha raccontato, a livello serio, come l’applicazione clinica della trasfusione di sangue di giovani, soprattutto del plasma, che è una parte del sangue, consenta veramente di avere risultati straordinari.

Ovviamente sono giovani consenzienti, estraendo soltanto il plasma pare che si tolga la possibilità di trasferire buona parte delle malattie che, altrimenti, uno potrebbe pensare che passino dal giovane al vecchio e questo andrebbe contro al discorso del ringiovanimento, quindi siamo già ad applicazioni cliniche di questa cosa.

Un altro approccio che ha attirato i finanziatori privati, mira ad eliminare le cellule, diciamo così, usurate, consumate del corpo; quando le cellule sono danneggiate, per esempio, da tossine, radiazioni, si dice che diventano senescenti, come se diventassero cellule zombie.

Questo processo ha dei vantaggi, perché la senescenza può spegnere le cellule col DNA danneggiato ed impedire che si trasformino in tumori, ma le cellule senescenti causano anche problemi, si accumulano nel corpo come fosse spazzatura e poi rilasciano sostanze che aumentano l’infiammazione e fanno diventare senescenti quelle circostanti e questo è alla base di molte malattie della vecchiaia.

I senolitici sono sostanze, ne abbiamo spesso parlato, che vanno a rimuovere appunto le cellule senescenti.

Nel 2016 una startup della Silicon Valley chiamata Unity Biotechnology, ha raccolto 116 milioni di dollari da investitori fra cui c’era Thiel, Jeff Bezos di Amazon e così via, per creare appunto terapie che eliminano le cellule senescenti.

Il cofondatore di Unity, si chiama Ned David, ritiene che i farmaci potrebbero vaporizzare un terzo delle malattie umane nel mondo sviluppato.

Finora le prove sono incoraggianti: nel 2018 James Kirkland, un ricercatore della Mayo Clinich in Minesota, ha dimostrato che i farmaci senolitici, che distruggono appunto le cellule senescenti, non solo migliorano le capacità fisiche dei topi invecchiati, ma ne prolungano anche la durata di vita.

Sono in corso più di una dozzina di studi clinici sull’uomo, che riguardano l’osteoartrite, l’Alzheimer, la fragilità in generale.

C’è poi un piano di backup a cui sono abbonati Thiel e molti altri ed è quello della Alcor Life Extension Foundation.

L’Alcor, dal 1976, congela i corpi o anche solo i cervelli dei defunti; per circa $200.000 ed anche poi una quota annuale, l’azienda che ha sede in Arizona, porta avanti il suo motto:”Una vita appagante non deve finire”.

Quindi l’azienda cosa fa, mantiene i cadaveri delle persone abbonate sotto ghiaccio, diciamo, a temperature molto basse, fino a quando la scienza non potrà rianimarle e poi curare le malattie che eventualmente li avevano portati all morte.

Si può pagare quella cifra, oppure si può far congelare solo la testa, solo la testa viene congelata per $80.000; si pensa che in futuro si potrà avere un corpo virtuale nel metaverso e quindi sarà sufficiente recuperare il cervello.

Non tutti pensano che sia una grande idea, questa cosa, ma è un piano B che molti stanno portando avanti negli Stati Uniti; addirittura ho incontrato una persona che ha un processo assicurativo e quindi dice: ” tu fai l’assicurazione sulla vita e con i soldi che intesti a noi, quando muori, noi ti paghiamo la procedura quindi, praticamente, non ti costa quasi niente, a parte pagare il premio assicurativo.

Per tornare a cose un pò meno macabre e più immediatamente utilizzabili, per persone ancora vive, parliamo sempre di Altos.

Altos Labs è uscita dalla modalità stealth ed ha confermato che c’è un miliardario russo-israeliano della tecnologia, che si chiama Yuri Milner, che è entrato in questa impresa.

Lo scienziato capo e cofondatore di Altos si chiama Rick Klausner ed è l’ex capo del National Cancer Institute degli Stati Uniti; l’amministratore delegato si chiama Hal Barron, ha lasciato un ruolo nella Glaxo Smith Kline, che pagava più di 8 milioni di sterline all’anno, quindi, tutto sommato, sono persone che fanno veramente sul serio.

La professoressa Lorna Harries, che è genetista molecolare presso la facoltà di medicina dell’ Università di Exeter, dice che non c’è niente come l’avanzare dell’età per renderci consapevoli della nostra mortalità e dice di essere felice che si stiano investendo tutti questi soldi di questi “ricconi” della Silicon Valley in qualcosa che, a suo avviso, avrà benefici molto tangibili e ritiene che, se si vuole davvero portare le cose in clinica, non è una cosa che si possa fare con le sovvenzioni accademiche, ci vogliono molti più soldi.

Quindi, dalla parte inglese il Cambridge Institute of Science di Altos, è in costruzione al Granta Park, un’area paesaggistica di 120 acri a sud della città, che ospita molte aziende farmaceutiche ed anche aziende di sequenziamento genico.

Altri due istituti sono in fase di formazione a San Diego, nella Bay area di San Francisco, la zona della Silicon Valley alla fine e lì lavorerà il professor Shin’ya Yamanaka, appunto premio Nobel nel 2015, che è un professore dell’università di Kyoto, in Giappone.

Un’area che Altos esplorerà è chiamata risposta integrata allo stress (ISR), integrated stress response e capita quando le cellule del corpo sono stressate ad esempio da un’infezione virale, dalla mancanza di ossigeno o dall’accumulo di proteine malformate.

L’ ISR può riavviare il macchinario di produzione delle proteine delle cellule ed è l’equivalente biologico dello spegni e riaccendi tipico degli informatici.

Questo e il meccanismo di apoptosi della morte programmata delle cellule ormai non più in grado di funzionare, sono coinvolti in una serie di malattie legate all’età, tra cui il morbo di Alzheimer.

Nel dicembre 2020 Peter Walter, che dirigerà l’istituto di Altos nella Bay Area nella zona di San Francisco, ha dimostrato che i farmaci possono riarmonizzare questo ISR e ripristinare rapidamente i poteri cognitivi giovanili nei topi invecchiati.

Un’altra area in cui Altos spera di fare progressi è il ringiovanimento del sistema immunitario; con l’invecchiamento il nostro sistema immunitario si indebolisce rendendoci più inclini al cancro ed alle infezioni.

Ciò in parte è dovuto al cambiamento del timo, una ghiandola grande come un ostia che si trova tra i polmoni; il timo è il luogo in cui maturano le cellule T protettive del sistema immunitario, ma a partire dalla pubertà, si riduce continuamente ed infatti uno degli indicatori di età biologica è la proporzione di quante cellule di timo sono ancora attive e quante si sono trasformate in cellule di grasso, cellule adipose.

La professoressa Lorna Harries, che è un professore di genetica umana e che si è trasferita ad Altos dall’università della California a Los Angeles, ha trovato prove, in un piccolo studio clinico, che un ormone della crescita, assunto insieme a due farmaci anti-diabete, può rigenerare il timo ed invertire l’età biologica di una persona.

Di questo timo abbiamo già parlato a riguardo della velocità di fuga della longevità ed abbiamo fatto un video specifico.

Una terapia basata su questo lavoro potrebbe aiutare a prevenire il cancro ed a rendere le persone anziane più resistenti alle infezioni.

Al centro della visione di Altos Labs c’è una procedura chiamata “riprogrammazione cellulare”: del resto ogni volta che nasce un essere umano, la biologia dimostra i suoi poteri di ringiovanimento, trasformando le vecchie cellule dei genitori nei tessuti giovani di un neonato quindi, in un certo senso, il meccanismo per ringiovanire le cellule c’è in tutti noi.

Nel 2006 Yamanaka ha creato un effetto simile in laboratorio ed ha scoperto appunto, ne abbiamo già parlato, che l’attivazione di quattro geni nelle cellule della pelle, le trasformava in uno stato embrionale dal quale potevano poi crescere numerosi tessuti del corpo.

Il lavoro ha alimentato un’andata di interesse per la coltivazione di parti di ricambio per i pazienti, ma la procedura, chiaramente, ha i suoi rischi: attivando i fattori Yamanaka, all’interno di animali viventi, questi possono sviluppare teratomi, cioè tumori causati da una confusione di diverse tipi di cellule.

Quindi gli scienziati stanno lavorando duramente per perfezionare la procedura, riportando indietro l’orologio biologico quanto basta per rendere le cellule giovani, ma non cancerose.

In uno studio di riferimento Juan Carlos Belmonte, un biologo dello sviluppo che dirigerà l’istituto Altos di San Diego, ha dimostrato che l’attivazione dei fattori di Yamanaka, per un periodo di 6 settimane, ringiovanisce i topi anziani e ne prolunga la durata di vita di quasi un terzo e ritiene che, con una attenta modulazione, l’invecchiamento potrebbe essere invertito.

Ovviamente nel frattempo si studiano anche i percorsi metabolici che bersagliate da farmaci, ringiovaniscono le cellule vecchie o senescenti senza provocare il cancro.

Scienziati come Reik e Gill hanno in programma di esplorare questi meccanismi in dettaglio, utilizzando sofisticati orologi biologici per misurare quanto fanno tornare indietro il tempo nelle cellule invecchiate.

La cosa positiva è che una terapia che aiuti a prevenire una malattia, potrebbe fare lo stesso con altre: se si trova il modo di recuperare la demenza, che è un enorme problema di salute pubblica, magari questo si può applicare poi alle malattie cardiovascolari, all’ictus, all’osteartrite, quindi queste sono applicazioni veramente importanti.

Questo l’ha affermato Harries, che è anche direttore e cofondatore di Senisca, che è uno spin-off biotecnologico dell’università di Exeter e sta sviluppando senoterapici, per invertire la senescenza.

Questo dimostra che c’è molto fermento, molto lavoro in corso da parte di grandi scienziati, di grandi ricercatori e si cominciano a vedere interessanti risultati.

Per questo si ritiene che nell’arco dei prossimi 15-20 anni si potrà veramente far ringiovanire il corpo umano, con i trattamenti che sono in corso di studio.

Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.

Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.

Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.

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